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Gemellaggio con Sirima

  Discorso di Miss Pauline e Mr. Mathu
12 ottobre 2015

School Raising: Progetto”Insieme per Sirima”

 

All’ingresso del Marconi si trova l’angolo di SIRIMA

Istituito un gemellaggio fra il Collegio Marconi e la scuola secondaria di Sirima (Kenya) – Un ponte fra scuole e comunità

La giornata inizia molto presto alla scuola secondaria “St. Augustine” di Sirima. Le ragazze e i ragazzi, dai 14 ai 18 anni, s’alzano verso le 5 e si preparano molto rapidamente per l’attività giornaliera. Vivono per periodi di tre mesi ospiti della struttura del “boarding”e devono darsi da fare perchè tutto funzioni bene. Mentre il sole illumina le colline e i locali dove sono alloggiati, immersi fra le acacie e le bouganvilles, è il momento del tè con il latte, la colazione della mattina. Quindi bisogna sistemare le camere e lavare gli indumenti. Così si arriva in classe verso le 7, per lo studio personale o per eventuali iniziative religiose.

Le aule, in bella pietra del luogo con copertura in lamiera, robuste ed essenziali, ospitano ciascuna circa 40 alunni. Anzi, tre classi contano 41 allievi, per cui il totale degli studenti ammonta a 323: 8 classi, 2 sezioni per ciascuno dei 4 anni. Gli insegnanti sono 18: 12 stipendiati dal governo e 6 dalla scuola. Il preside, Jhon Curia, coordina la programmazione scolastica con competenza. Ci sono altre 12 persone di servizio: per la segreteria, per la cucina e per la guardia. Non ci sono bidelli, guardarobiere o assistenti-animatori. E’ importante che ognuno sia responsabile e autosufficiente. La fortuna di poter frequentare la scuola superiore e vivere nel College aiuta ad essere attivi e disponibili, senza personale a servizio.

Anche Marta, Marco e Giampaolo studenti liceali del Marconi – una mattina si sono uniti ai loro coetanei e dalle 5 hanno partecipato alla vita di questa comunità studentesca, numerosa e vivace ma molto discreta, silenziosa mentre arrivano gli insegnanti e iniziano le lezioni, fino a mezzogiorno.

Il pranzo è abbondante, ma più o meno sempre uguale, il muchimu, un pastone di patate, fagioli e mais. Serve a nutrire, non a solleticare più di tanto il palato. Ognuno deve naturalmente pulirsi e sistemarsi in ordine posate e piatto, ma non è un problema. Un attimo di pausa, ancora un pò di scuola nel pomeriggio e restano ancora alcune ore per studiare, per sbrigare gli altri lavori e magari anche per giocare a calcio o a pallavolo. Non serve molto tempo neppure per la cena, e si è pronti per il meritato riposo. I dormitori sono ben ordinati: ogni letto ha la sua valigia chiusa con tutto quanto serve per vestire e vivere. Soprattutto bisogna curare la divisa, che dà un bel senso di pulizia, funzionalità e eguaglianza. Non serve mai il riscaldamento. Alcuni stanzoni sono ancora in legno con lunghe fessure attraverso le quali la luna sbircia tutti questi giovani abbandonarsi al sonno per lasciare all’alba posto ai raggi del sole equatoriale, mai toppo violento a quest’altitudine, prossima ai due mila metri. Un clima invidiabile, in tutte le stagioni dell’anno.

Don Elvino, per questa scuola-college, sta mettendo l’anima, anche se non vuole troppo farlo vedere. Non è “sua”, ma delle famiglie e della comunità. Anch’essa è nata come nascono tutte le scuole governative in Kenya. La società civile, cosa direbbe in Europa e in Italia, ovvero la gente con l’aiuto delle parrocchie o di altre organizzazioni religiose o sociali, costruisce l’edificio, coinvolge degli insegnanti e avvia così l’attività. A questo punto intervengono le istituzioni pubbliche, riconoscendo l’iniziativa, assumendo e pagando gli insegnanti, almeno in parte, partecipando ad altre spese didattiche, soprattutto alle scuole primaria. La popolazione deve continuare a fare la sua parte, contribuendo alle spese di funzionamento. Anche gli studenti sono tenuti ad una retta, in molti casi con la sponsorizzazione di benefattori

Quando la domenica mattina, alle 8.30, tutti gli studenti si riuniscono per la messa è una festa. Soltanto un terzo degli studenti è battezzato nella chiesa cattolica, ma anche gli altri legati alle varie chiese protestanti o ai nuovi movimenti pentecostali e evangelicali, che proliferano in queste terre – partecipano al momento comune di preghiera. Il linguaggio cattolico diventa il linguaggio religioso e cristiano di tutti. Celebrare significa cantare e danzare. L’inglese si mescola la kikuju.

Il momento dell’istituzione ufficiale del gemellaggio fra la nostra scuola, l’Istituto vescovile “G. Marconi” di Portogruaro, presente con otto persone, responsabili, docenti, studenti – e la “St. Augustine Sirima Secondary School”, rappresentata da preside, insegnanti, genitori e studenti, è stato celebrato in maniera semplice e solenne, venerdì 27 luglio. E’ stato costruito un ponte: ora è importante che attraverso il ponte passi la comunicazione umana e culturale, per l’arricchimento reciproco, soprattutto attraverso gli studenti. E’ un ponte fra due comunità, per costruire rapporti e collaborazioni. “Education for human dignity” è il motto della scuola di Sirima: diventa il programma del gemellaggio.

 

Intervento di don Orioldo Marson, Rettore dell’Istituto vescovile “G. Marconi”

Ringrazio per l’accoglienza dimostrata in questi giorni da parte di tutti. Abbiamo visitato con interesse la vostra scuola. Alcuni ragazzi hanno partecipato ad una mattinata scolastica. Desidero complimentarvi con voi per la serietà dell’organizzazione e per la cura degli ambienti.

E’ stato gettato un ponte. Attraverso questo ponte passerà uno scambio, umano e culturale. Ponte significa rapporti e collaborazioni. Dipende da noi, dagli uni e dagli altri, che questa comunicazione sia arricchente e fruttuosa.

Speriamo e me lo auguro – che in futuro, a Dio piacendo, qualcuno dei responsabili della vostra scuola possa venire in Italia, a visitare il Collegio Marconi e a incontrare ragazzi, famiglie e insegnanti.

Ciascuno dei due partners ha qualcosa da dare e qualcosa da ricevere, qualcosa da insegnare e qualcosa da imparare. In questo modo si superano i pregiudizi. Protagonisti dovranno essere soprattutto i ragazzi.

Vorrei affidare le prospettive e le speranze a due proverbi della nostra terra.

Chi ben incomincia è già a metà dell’opera.

Camminando s’apre cammino.

“Education for human dignity” è il motto della scuola di Sirima: diventa il programma del gemellaggio

 

Prime notizie dal Kenya

Pubblichiamo il testo del discorso degli studenti della St. Augustine Secondary School di Sirima tenutosi durante l’incontro del 27 luglio nell’ambito delle attività di gemellaggio. E’ un primo documento del viaggio e dello scambio culturale tra questa scuola e il Marconi.

Noi studenti della St. Augustine apprezziamo lo sforzo fatto dagli studenti del Collegio Marconi perchè avvenga con successo il programma di gemellaggio.

Siamo stati colpiti favorevolmente dalla visita che ci avete fatto ed è nostra sincera speranza che vi siate trovati bene nella nostra comunità scolastica e in generale in Kenya.

Vi ringraziamo per la cooperazione che ci avete dimostrato accettando di trascorrere un giorno con noi condividendo i nostri programmi di studio e la nostre attività di classe

Come studenti della St.Augustine vorremmo che le nostre relazioni con gli studenti del Collegio Marconi durassero a lungo condividendo diverse idee in diversi campi come

  • Attività curriculari
  • Scambi culturali
  • Condivisione di attività co-corriculari
  • Scambio del sistema educativo
  • Sviluppo professionale
  • Scambi di visite reciproche

Noi speriamo che attraverso queste iniziative il programma di gemellaggio abbia successo e sia di beneficio per entrambi.

 

UN’ ALTRA SCUOLA E’ POSSIBILE: GRAZIE KENYA!

E’ difficile raccontare un viaggio, soprattutto se per viaggio s’intende incontro con persone e luoghi che hai sognato sin dalla tua fanciullezza!

Ciò che mi sta succedendo mentre cerco di buttar giù queste righe è strano, fuori dal comune, perchè, come “un flusso di coscienza”, immagini, colori, profumi, odori e suoni si intersecano nella mia mente per poi confluire tutti con un tuffo nell’oceano del mio cuore.

L’Africa è uno spazio infinito e “scopro che ce nè” per tutti, anche per me

Mi lascio quindi perdere in questi orizzonti senza fine, appena segnati da qualche euforbia maestosa o da un susseguirsi di acacie spinose sotto le quali si riparano dal sole equatoriale pecore e agnellini con il loro pastore.

C’è pace intorno; sicuramente perchè c’è serenità di spirito direbbe qualcuno!

Ma se la poesia rischia di prendere la mano perchè “figlia dello stupore”, il vero significato del viaggio si fa avanti quando dal paesaggio si passa all’incontro con le persone

Prima con don Romano per conoscere il Mutito Water Project: il progetto di circa 350 km di tubi che portano acqua a centinaia di famiglie nella zona di Mugunda e poi con don Elvino e la St. Augustine’s Sirima Secondary School.

E’ qui, a Sirima, che si realizza il gemellaggio fra l’Istituto Vescovile “G.Marconi” e la St. Augustines Secondary School. Giampaolo, Marco e Marta sono gli studenti-rappresentanti della nostra scuola. Confesso che come loro insegnante sono un pò preoccupata , ma anche un pò orgogliosa di loro! Preoccupata perchè non so prevedere le loro reazioni di fronte ai compagni kenioti, ma orgogliosa perchè li vedo convinti e entusiasti dell’esperienza e del loro ruolo.

Dopo la “full immersion” nelle varie classi con alzata alle 05:00 a.m. di lunedì 23 luglio 2007, il loro racconto eccitato e colmo di soddisfazione mi conferma la validità dell’impresa.

Spetta a loro narrare ai compagni italiani le emozioni provate!

A me constatare che gli studenti, di qualsiasi parte del mondo, s’intendono perfettamente quando, seduti l’uno accanto all’altro, in uno stesso banco, si scambiano sguardi compiacenti, si chiedono il senso del loro lavoro, cercano di “perdere” tempo, parlando di tutto e di niente oppure quando scendono in campo per una partita a calcio o a pallavolo, sognando il loro campioni!

In quanto a noi insegnanti e responsabili educatori lo scambio avviene naturalmente sulla motivazione allo studio dei nostri studenti, sul comportamento e sulla convivenza civile, sul bisogno di allargare gli orizzonti culturali di queste nuove generazioni , sulle nostre aspettative alla fine di un percorso educativo intrapreso fra mille difficoltà è anche loro hanno programmi da rispettare, riforme da affrontare, aggiornamenti da seguire.

Ma una cosa ci trova in perfetta sintonia e questo mi conforta e mi ricarica di speranza e di voglia di continuare a svolgere questo mestiere così poco capito ma insostituibile, ancor più oggi, in questa complessa realtà: i miei colleghi della St.Augustine’s Secondary School puntano sulla centralità della persona, sull’apprendere ad apprendere, sul dialogo fra insegnante e studente, sul valore dello studio, sull’apprendimento co-operativo, sul rincorrere il “come” più che il “cosa”.

Allora quegli spazi infiniti africani, come per magia, sono diventati frammenti di ottimismo per ricostruire insieme il significato profondo dell’educare come incontro con l’altro, come fiducia e scommessa sul futuro, come luogo in cui, condividendo gioie e dolori si diventa cittadini critici del mondo e non apatici consumatori.

Perchè un’altra scuola è possibile: sobria, gentile, mite, seria.

Grazie amici tutti del Kenya e arrivederci a presto!

 

Appuntamenti

  • 25 dicembre 2017Festività natalizie
  • 20 gennaio 2018 14:00SCUOLA APERTA
  • 21 gennaio 2018 10:00SCUOLA APERTA
  • 6 febbraio 2018Consiglio di classe
  • 7 febbraio 2018 14:00Consegna schede quinta
  • 7 febbraio 2018 14:00Consegna schede seconda
AEC v1.0.4

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